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In un contesto in cui la formazione evolve rapidamente, scegliere uno strumento adeguato per animare le sessioni è diventato prioritario per i responsabili della formazione. Fabienne Bouchut, coautrice de La Boîte à Outils des Formateurs, condivide i suoi consigli per selezionare strumenti coerenti con le esigenze pedagogiche e tecnologiche dei professionisti di oggi.

1. L’uso prima dello strumento

Rendere lo strumento un mezzo, non un fine

Il primo criterio fondamentale per Fabienne è privilegiare l’uso rispetto allo strumento in sé.

«Lo strumento deve essere concepito come un’estensione degli obiettivi formativi. Ad esempio, se l’obiettivo è valutare le conoscenze, uno strumento che permetta di creare quiz o test di certificazione sarà particolarmente adatto.»

In altre parole, è essenziale definire chiaramente gli obiettivi pedagogici prima di scegliere lo strumento che ne faciliterà l’attuazione. La tecnologia non deve guidare la progettazione, ma supportare un’intenzione formativa precisa.

2. Semplicità e aspetti tecnici

Il miglior strumento è quello che non richiede un manuale

Fabienne Bouchut, Cegos

Uno strumento efficace si distingue per la sua accessibilità sia per i formatori sia per i learner.

Fabienne sottolinea l’importanza dell’ergonomia digitale:

«Se i partecipanti faticano a connettersi o se l’interfaccia non è attrattiva, si genera frustrazione e si riduce l’impatto della formazione.»

Secondo Fabienne, i criteri di semplicità includono:

  • Comfort digitale: accesso rapido e semplice, senza attese.
  • Attrattività visiva: un’interfaccia gradevole e coinvolgente.
  • Accesso ai dati: risultati individuali e collettivi facilmente esportabili.

Cita Wooclap come esempio di semplicità:
«Un QR code è sufficiente per avviare numerose interazioni, mantenendo un flusso costante e favorendo il coinvolgimento senza perdita di tempo.»

3. Allineamento con i bisogni dei formatori e monitoraggio continuo

Ascolto attivo e adattamento come leve di performance

La scelta di uno strumento deve essere guidata anche dai bisogni espressi dai formatori.

Il loro feedback, unito a un monitoraggio costante delle nuove modalità del Digital Learning, è essenziale per restare aggiornati.

«In Cegos abbiamo scelto Wooclap perché rispondeva alla nostra esigenza di flessibilità sia in presenza sia a distanza.» Fabienne consiglia ai responsabili della formazione di testare regolarmente nuovi strumenti per rispondere all’evoluzione dei bisogni.

4. Anticipare le evoluzioni tecnologiche

Adattarsi all’innovazione per restare rilevanti

Il settore formativo è in continua trasformazione. È fondamentale seguire da vicino le innovazioni, in particolare quelle legate all’intelligenza artificiale.

«Con l’IA che ridefinisce il panorama della formazione, gli strumenti devono integrare questi progressi per rendere i formatori più efficaci.»

Uno strumento che evolve regolarmente e integra tecnologie recenti rimane pertinente nel lungo periodo.

5. Misurare l’efficacia e il ritorno sull’investimento

Valutare l’impatto per migliorare le pratiche

Per dimostrare l’impatto delle formazioni e ottimizzarle, è indispensabile misurare l’efficacia degli strumenti utilizzati.

Fabienne raccomanda di raccogliere e analizzare i dati di utilizzo, sia per rispondere ai requisiti di certificazioni come Qualiopi sia per migliorare continuamente le pratiche pedagogiche.

Gli indicatori chiave devono includere:

  • Numero di formatori e learner utilizzatori
  • Tipologie di interazioni create
  • Feedback dei partecipanti

«Queste valutazioni permettono di identificare punti di forza e aree di miglioramento.»

La scelta di uno strumento non si basa solo sulle funzionalità, ma sulla sua capacità di rispondere a un obiettivo pedagogico preciso, essere intuitivo, garantire un monitoraggio efficace e adattarsi alle esigenze dei formatori.

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