Formazione nell'era dell'iperconnettività: le 5 regole d'oro
Scopri le 5 regole basate sulle neuroscienze per ottimizzare l'apprendimento. Guida gratuita Wooclap.
13.04.2026 • 5 minuti

Si parla spesso di innovazione pedagogica nelle aziende. Ma quando è un ministero a promuoverla, inevitabilmente attira l'attenzione. Durante un webinar, Tom Fernandez, Responsabile della missione digitale e pedagogica per il Ministero dello Sport, ha condiviso la sua esperienza.
Tom lavora all’interno del RNSPF (Rete Digitale dello Sport per la Formazione), collegata al Ministero dello Sport, che accompagna lo sviluppo delle competenze digitali nelle scuole e negli organismi del settore sport-animazione. La sua missione è accompagnare, formare e sostenere le trasformazioni pedagogiche degli istituti della rete. Ed è proprio in questo contesto che Wooclap è stato introdotto.
Come in molte amministrazioni, la sfida è importante: proporre formazioni utili, partecipative e coinvolgenti, nonostante un pubblico molto eterogeneo e talvolta un contesto istituzionale rigido.
Tom lo spiega con semplicità:
“Bisognava trovare un modo per catturare l’attenzione, e soprattutto mantenerla.”
L’obiettivo non era rivoluzionare tutto, ma rendere le formazioni più dinamiche, coinvolgenti ed efficaci. Ed è esattamente ciò che consente Wooclap, grazie alle sue domande interattive, nuvole di parole, votazioni, classifiche e sondaggi in tempo reale.
All’inizio, Tom ha testato lo strumento durante sessioni in videoconferenza. Il risultato è stato un vero effetto “wow” tra i partecipanti. Si è instaurata una logica di co-costruzione: i formatori potevano verificare immediatamente la comprensione dei contenuti e i learner si coinvolgevano maggiormente, memorizzando meglio.
“Abbiamo percepito un cambiamento immediato nel livello di attenzione e partecipazione. Eppure era tutto a distanza.”
Tom Fernandez, Responsabile della missione digitale e pedagogica per il Ministero dello Sport

Introdurre un nuovo strumento in un ambiente istituzionale significa creare le condizioni affinché l’interattività diventi un’abitudine. Tom insiste molto sull’importanza dell’accompagnamento:
“Non si può semplicemente distribuire uno strumento. Bisogna formare, rassicurare, mostrare a cosa serve e soprattutto fare delle dimostrazioni.”
Concretamente, ha integrato Wooclap nei percorsi di formazione dei formatori. Lo utilizza per coinvolgere i partecipanti ma anche per mostrare come coinvolgere. Un approccio modellistico, potremmo dire.
Il risultato è molto positivo: i formatori iniziano ad appropriarsi dello strumento per le proprie sessioni.
E soprattutto si genera un effetto rete:
“Quando un’organizzazione utilizza Wooclap e funziona, ne parla a un’altra. E questo crea il desiderio di testarlo.”
Il passaparola pedagogico funziona anche nel settore pubblico.
Non è necessario utilizzare tutte le funzionalità di Wooclap fin dall’inizio. Una o due domande ben posizionate sono sufficienti per creare un primo cambiamento. Per esempio, una nuvola di parole all’inizio della sessione può rompere il ghiaccio e coinvolgere immediatamente il gruppo.
Uno dei grandi vantaggi di Wooclap è il feedback immediato. I risultati vengono visualizzati in tempo reale, e questo modifica completamente il ritmo della formazione. Utilizzate questo elemento per dimostrare agli altri formatori o ai decisori quanto lo strumento possa aumentare attenzione e partecipazione.
Troppo spesso i quiz sono associati esclusivamente ai test finali. Tom raccomanda invece di utilizzare Wooclap durante tutto il percorso formativo. Può servire per dinamizzare una sessione, rilanciare l’attenzione, sondare l’umore del gruppo o illustrare un concetto chiave.In questo modo, l’interattività diventa un filo conduttore continuo, e non un momento isolato.

Il successo dell’integrazione di uno strumento come Wooclap dipende in larga misura dal fattore umano. È necessario creare un collegamento tra strumenti digitali e realtà operative. Grazie a questo approccio, lo strumento diventa parte integrante dell’esperienza pedagogica. E i risultati sono evidenti: learner più attivi, formatori più sereni, formazioni più efficaci.
L’esempio condiviso da Tom Fernandez dimostra qualcosa di essenziale: l’innovazione pedagogica non è riservata alle startup o alle imprese private. Può, e deve, diffondersi anche nelle strutture pubbliche, a condizione di essere implementata con metodo e accompagnamento.
Argomento
Un riassunto mensile degli aggiornamenti dei nostri prodotti e dei nostri ultimi contenuti pubblicati, direttamente nella vostra casella di posta elettronica.